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  • Con un libretto rosso tra le mani

    Jacqueline, una donna ivoriana alla quattodicesima settimana di gravidanza, è entrata dalla porta dell’ambulatorio di Villa Sikania tenendo strette tra le mani le poche cose che aveva con sé. Tra queste spuntava un piccolo libretto nuovo “Me lo hanno dato delle persone a bordo della nave che mi ha salvata, sono stati molto gentili con me”…

  • Le ferite dell’umanità in fuga

    “Questa è la scheggia che mi ha colpito. La conservo come ricordo. Se non fosse stato per lo studente di medicina che viaggiava insieme a noi, non ce l’avrei fatta”. A parlare è uno dei 331 migranti che abbiamo recuperato stamattina a largo delle coste libiche. Lui è uno dei diversi feriti da arma da…

  • Quando il mare lo ha permesso in tanti hanno preso il largo

    Questa mattina hanno segnalato la presenza di una quindicina di gommoni in una piccola area fuori dalle acque libiche. Tutti – a quanto sembra – partiti dall’area di Sabratah. Il Responder ha subito fatto rotta in quella direzione. Sono state tratte in salvo tre imbarcazioni. 381 persone, di cui 58 donne – sei di loro…

  • Provate a immaginare di dover fuggire

    Nel 2015 nel mondo i rifugiati sono stati 65,3 milioni. Non è facile immaginare, ma provate adesso, all’improvviso, a dover prendere con voi l’essenziale, radunare la vostra famiglia e fuggire, senza sapere dove, alla ricerca di un luogo sicuro. “Il primo giorno di attacco con la mia famiglia e quella di mio fratello siamo scappati.…

  • Il primo sbarco ad Augusta

    “Ci ho messo più di un anno per arrivare in Libia”. K. ha 20 anni e arriva dalla Sierra Leone. Rimasto orfano quando ancora era un bambino, ha vissuto per anni in condizioni di povertà. Per questo, quando ne ha avuto la possibilità, si è messo in viaggio sperando in una vita migliore. “In Libia…

  • “All’inizio ho intravisto solo due mani”

    “All’inizio ho intravisto solo due mani spuntare dal gommone. Ma appena ci siamo avvicinati, è bastato che facessimo anche noi dei cenni con le mani ed è stato un attimo: decine di braccia si sono alzate e si muovevano nell’aria. Ci chiamavano. Un’emozione fortissima. Davanti a me, in mezzo al mare, tra Italia e Libia,…

  • I “danni collaterali” della guerra? Eccoli qui

    “I danni collaterali della guerra? Eccoli qua” dice Bader, il nostro mediatore culturale. “Danni collaterali sono solo parole che fanno parte della logica della guerra usate per descrivere bambini, donne, anziani privati di gambe, di braccia. Quello che però la logica della guerra non è riuscita a strappar via ad S. è il sorriso”. Bader…

  • Una nuova famiglia su cui poter contare

    Quando ha partorito, Fatima era da sola: per tagliare il cordone ombelicale ha usato un coltello, l’unica cosa che aveva a disposizione. Si è poi arrangiata come poteva, senza l’aiuto di nessuno, per prestare le prime cure al suo neonato. Qualche giorno dopo, tuttavia, si è accorta che qualcosa non andava. Amir, che sembrava un…

  • “La terreur des enfants”

    Il suo vero nome è Anatole, ma qui è conosciuto come “La terreur des enfants”. Un omone grande e grosso che ogni mattina, seduto sullo sgabello della sala prelievi del nostro Centro pediatrico a Bangui, in Repubblica Centrafricana, urla a gran voce i nomi dei bambini indicati dai suoi colleghi del triage. Facile capire il…

  • Il sorriso di Mammoud

    «Goderich, Sierra Leone, ospedale di EMERGENCY. Accompagno Enrico (il nostro chirurgo ortopedico internazionale) e Kambai (il nostro medico sierraleonese) nel giro di visite di oggi. Mammoud attira immediatamente la mia attenzione: già lo avevo visto in giro per l’ospedale in questi giorni, mi ero chiesta cosa gli fosse successo ma ancora non avevo avuto modo…