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  • “Voglio una foto con voi”

    “Voglio una foto con voi” ha detto a Maria e Riccardo, gli infermieri che l’hanno curata. Così, insieme alla figlia e alla vicina di letto, si è messa in posa. Rebheca ha 63 anni, 11 figli e numerosi tatuaggi. All’inizio di aprile, insieme alla sua famiglia, ha cercato di scappare dal suo quartiere di Mosul…

  • “Arriverà un’ambulanza con a bordo una bambina sola”

    “Fra un paio d’ore arriverà un’ambulanza con a bordo una bambina sola: è l’unica sopravvissuta della sua famiglia”. Questa è la prima chiamata della giornata che ha ricevuto Michela, la nostra coordinatrice medica. Poco prima di pranzo sentiamo le sirene avvicinarsi all’Emergency Hospital di Erbil. Insieme a lei arriva un’altra bambina, gravemente ferita alle gambe,…

  • “Quante persone hanno abbandonato la casa con te? Quante di loro hai perso lungo il tragitto?”

    È lungo il registro dei pazienti dell’Emergency Hospital di Erbil, in Iraq, dove curiamo le vittime di guerra. La provenienza è sempre la stessa: Mosul. “Quante persone hanno abbandonato la casa con te? Quante di loro hai perso lungo il tragitto?”. Sono le domande più difficili alle quali rispondere per chi varca questa soglia. Lo…

  • Dieci anni di Centro “Salam”

    Dieci anni fa, il 19 aprile 2007, abbiamo aperto il Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum, in Sudan. Era il primo centro di cardiochirurgia completamente gratuito in Africa e qualcuno non ne capiva le ragioni: “Perché spendere tante risorse per cure altamente specializzate quando in Africa si muore per una semplice diarrea?”. Dieci anni dopo,…

  • Anche i più piccoli devono abituarsi a vivere nella paura?

    “Un pomeriggio Rayyan e il cuginetto hanno deciso di ripulire il parchetto vicino casa, nella zona est di Mosul, Al Muthanna, per poter tornare a giocare a calcio. Hanno recuperato rastrelli e sacchetti per raccogliere i detriti e sono andati al parco, a circa cento metri da casa. La situazione sembrava ormai tranquilla” racconta Tareq,…

  • “Ci sono cose che non si possono riferire, sono indicibili”

    “Oggi Hassan, il nostro mediatore, ha accompagnato O. dal dentista. Al ritorno nel nostro ambulatorio di Agrigento, in attesa che la dottoressa gli spieghi la terapia da prendere, accenna all’esperienza terribile vissuta per nove mesi in Libia. Racconta delle violenze subite e dei ricatti, che lo hanno costretto a fare lavori pesanti e pericolosi, che…

  • “Non posso immaginare cosa significhi perdere tutto”

    Oggi nel Kurdistan iracheno è festa nazionale. Si celebra la caduta del regime di Saddam Hussein, che fino al 9 aprile 2003 represse sistematicamente la popolazione curda. Ma Ghamgen è a lavoro anche oggi. È un’infermiera e, come tutti gli altri giorni, dalla vicina Sulaimaniya va a lavorare in uno dei nostri Centri sanitari nel…

  • Esami: passati a pieni voti!

    Ecco i “nostri” specializzandi afgani: domenica hanno sostenuto la prima parte dell’esame di fine anno e sono andati tutti benissimo! Lavoriamo spesso nell’urgenza, sì, ma la formazione del personale locale è una delle attività per noi più importanti: è questo, infatti, che permetterà di garantire in futuro l’autonomia del progetto. In Afghanistan la formazione è…

  • La famiglia di Mosul

    “Arrivare all’ospedale in lacrime, stringendo la tua unica figlia illesa tra le braccia e accompagnando il tuo unico figlio, ferito, ma ancora vivo. Sederti in un angolo, attonito, con lo sguardo perso, i vestiti sporchi, la barba lunga, la fame e la sete che non senti più, con la piccola aggrappata al collo. E poi…

  • Si commemoreranno anche le vittime di Mosul?

    Tra qualche anno si commemoreranno anche le vittime di Mosul? mi sono chiesto, pensando a quello che vedo ogni giorno qui. Ieri tutto il popolo curdo si è fermato qualche minuto per commemorare il massacro di Halabja: nel 1988 migliaia di persone hanno perso la vita e altrettante hanno subito danni a causa dell’uso di…