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“Vi presento Sarbast, il suo nome significa ‘Freedom’. Libertà.”
“Mine injury”. È questa la causa principale per cui la maggior parte delle persone diventano pazienti del Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di EMERGENCY a Sulaimaniya. Sono vittime di guerra, amputati a causa del ferimento provocato dalle mine presenti nel terreno: ordigni esplosivi che la guerra ha lasciato come sua eredità e nascoste per…
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Cosa significa essere un paziente con una malattia cronica?
Nura ha 12 anni e soffre di diabete da quando ne aveva 4. Non è la prima volta che entra in questo Centro e oggi ad accompagnarla c’è la compagna di suo padre. È una delle pazienti croniche del Centro sanitario di EMERGENCY all’interno del campo di Ashti, a Sulaimaniya. Cosa significa essere un paziente…
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Vedere il lato positivo della vita nonostante tutto
C’è chi vuole trovare in un “sì” la risposta a tante domande, chi riesce – nonostante tutto – a vedere la vita dal suo lato positivo. Nel campo per sfollati di Ashti, in Iraq, incontriamo ogni giorno la loro tenacia gentile, e la voglia di ricominciare, soprattutto aiutando gli altri, e guardando oltre quello che…
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Tornerà ancora e noi lo aspetteremo
Nella training room del nostro Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale a Sulaimaniya, seduto per terra insieme alla sua mamma, Kayan, 8 anni, fa quello che ogni bambino della sua età farebbe: gioca. Sul pavimento, oltre alle palline di plastica colorate e ai birilli, c’è anche la sua protesi. “Kayan sta cercando di adattarsi a camminare…
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“Oggi mi sento più sicura, e amo il mio lavoro”
Nel Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di EMERGENCY a Sulaimaniya uomini, donne e bambini vittime di guerra rappresentano la maggioranza dei pazienti che riceviamo e assistiamo. Ma non sono gli unici: ci prendiamo cura anche dei pazienti che hanno subìto amputazioni per altre cause, come gli incidenti stradali. “Non riesco a ricordare nulla di…
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A tutti i padri del mondo
“Mi prendo cura delle sue ferite, glielo ripeto sempre: non arrenderti mai.” (Omar, nel nostro ospedale di Kabul, in Afghanistan, tenendo la mano di suo figlio Nadim, amputato a causa di una mina) “Cerco sempre di far vedere loro il lato positivo delle cose. Quello che mi auguro è che riescano ad avere il futuro…
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È un impegno quotidiano, anche in Repubblica Centrafricana
Ogni giorno, all’interno del nostro Centro pediatrico a Bangui, in Repubblica Centrafricana, ci assicuriamo che le condizioni di salute dei nostri pazienti con malattie croniche migliorino progressivamente, controllo dopo controllo. Vedere i nostri piccoli pazienti recuperare le forze e vivere una “vita nuova” dopo la malattia è ciò che ci spinge a continuare a lavorare…
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Eppure avevo pensato: “Mi resta solo un’ora da vivere”
“Se rivivo quel momento, la prima cosa che mi viene in mente è quello che ho pensato subito dopo l’esplosione: ‘Mi resta solo un’ora da vivere’“. Il racconto di Farid, 44 anni, di fronte all’ingresso del laboratorio di carpenteria del Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaimaniya, comincia così. “Quel giorno mi trovavo a…
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A tutte le donne che con la loro energia cambiano il mondo di chi hanno vicino
Sono le nostre infermiere, fisioterapiste, psicologhe, pediatre, anestesiste, ginecologhe, ostetriche, promotrici sanitarie, coordinatrici, amministratrici, cuoche, volontarie… Ma sono anche le nostre pazienti, piccole o grandi, che tutti i giorni vedono e subiscono le conseguenze della guerra e della povertà. Sono forti, perché resistono e si impegnano ogni giorno affinché il diritto alla salute sia un…
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“Ho visto davvero cosa significa curare senza distinzioni e discriminazioni”
La convivenza di culture e comunità differenti qui ad Ashti la si può vedere anche dalle differenze che ci sono pronunciando una stessa parola in un modo o in un altro. Sinjar o Shingal? Si scrive e si pronuncia in maniera diversa, a seconda della lingua araba o curda, ma si riferisce alla stessa città…